fritto romano

Da Il Fantino il fritto romano è di casa

Chi sceglie di pranzare o cenare al ristorante di cucina tradizionale romana Il Fantino nel ghetto ebraico di casa scoprirà che qui il fritto romano è di casa, dal filetto di baccalà al carciofo. Ma qual è e quanto è antica la tradizione del fritto sulla tavola dei romani?

Fritto: dal baccalà ai carciofi elemento immancabile della cucina romana

Il fritto è un elemento iconico della cucina romana, capace di esaltare il sapore autentico di ogni ingrediente. Tra i protagonisti assoluti spicca il baccalà fritto, amato per la sua croccantezza esterna che racchiude la morbidezza del pesce. Un piatto semplice, ma dalla tradizione antica, spesso presente nelle tavole durante le festività natalizie o nei menu delle friggitorie romane.

Altro elemento irrinunciabile sono i carciofi fritti, emblema della stagione primaverile e simbolo della gastronomia locale. Preparati in pastella o semplicemente infarinati, i carciofi fritti sprigionano un aroma irresistibile che richiama la convivialità delle trattorie romane.

La frittura romana, croccante e asciutta grazie all’uso sapiente dell’olio, si declina in molte varianti: dai fiori di zucca ripieni di mozzarella e alici, alle supplì al telefono, che uniscono il riso e il cuore filante di mozzarella in un involucro dorato. Ogni boccone racconta un pezzo della tradizione popolare, nata dalla semplicità e dall’ingegno delle cucine casalinghe.

Un mix di tradizioni e sapori che rendono il fritto non solo una tecnica culinaria, ma un vero rito conviviale che profuma di Roma.

Piatti fritti: l’antipasto perfetto che romani e turisti si aspettano

I piatti fritti rappresentano l’antipasto per eccellenza della cucina romana, un tripudio di sapori e croccantezza capace di conquistare sia i romani che i turisti in visita. L’arte del fritto, nella sua semplicità, esprime tutta la ricchezza della tradizione culinaria locale.

Tra i protagonisti indiscussi spiccano i fiori di zucca ripieni, un’icona del gusto romano, farciti con mozzarella filante e un’acciuga salata, poi immersi in una pastella leggera e dorata. Altrettanto celebri sono i supplì al telefono, piccole sfere di riso condito con ragù e arricchite al centro con un cuore di mozzarella: ogni morso è una delizia cremosa e filante.

Gli spuntini di baccalà fritto sono un’altra presenza irrinunciabile, croccanti fuori e morbidi dentro, perfetti per chi cerca un piatto di pesce dal carattere deciso. Non mancano i carciofi fritti, amati soprattutto nella stagione invernale, e le olive ascolane, che, pur essendo una specialità marchigiana, sono ormai parte del repertorio classico delle friggitorie romane.

Un buon fritto si distingue per la leggerezza e il gusto: serviti appena scolati, i piatti fritti diventano l’apertura perfetta di un pasto romano, da accompagnare con un calice di vino bianco fresco o una birra artigianale locale. Per chi visita Roma, è quasi un rituale concedersi un antipasto fritto in una trattoria tipica, dove l’atmosfera conviviale completa l’esperienza sensoriale.

Vini laziali: gli abbinamenti perfetti con carciofo e baccalà fritto

L’abbinamento tra i piatti della tradizione romana, come il carciofo e il baccalà fritto, e i vini laziali è un’arte che esalta sapori autentici e contrasti perfettamente equilibrati. Il Lazio offre una vasta gamma di vini che si sposano magnificamente con queste specialità fritte, rispettandone la delicatezza o il carattere deciso.

Carciofo fritto

Il carciofo è noto per le sue note amarognole che possono risultare insidiose nei contrasti con il vino. Tuttavia, alcuni bianchi freschi e aromatici del Lazio riescono a creare un connubio armonico:

  • Frascati Superiore DOCG: con la sua freschezza, note di frutta bianca e una leggera mineralità, bilancia le sfumature amare del carciofo senza sovrastarne il gusto.
  • Bellone: vitigno autoctono capace di offrire vini dal corpo medio, con sentori di agrumi e un equilibrio perfetto tra acidità e sapidità, ideali per le fritture.

Baccalà fritto

Il baccalà fritto richiede un vino in grado di accompagnare la croccantezza esterna e il sapore sapido del pesce.

  • Malvasia del Lazio: con i suoi aromi floreali e la leggerezza al palato, è un compagno eccellente per il baccalà fritto, conferendo un tocco aromatico senza appesantire.
  • Trebbiano Giallo: una versione ben strutturata e vivace di questo vitigno storico si sposa bene con la consistenza ricca del baccalà.

Se si preferiscono i rossi, un leggero Cesanese di Affile servito fresco potrebbe sorprendere con la sua acidità equilibrata e tannini morbidi, capaci di accompagnare sia il carciofo che il baccalà fritto.

Scegliendo un vino laziale per i piatti fritti della tradizione romana, si completa un percorso enogastronomico autentico, che celebra l’identità del territorio in ogni dettaglio.

Prenota ora il tuo tavolo da Il Fantino per assaggiare la nostra selezione di fritti!

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *