Il ristorante Il Fantino a Roma, si trova proprio nel ghetto ebraico della Capitale, considerato uno dei più antichi al mondo e secondo solo a quello di Venezia risalente al 1516.
In passato gli ebrei dovevano risiedere in questa zona della città e indossare un segno distintivo di appartenenza alla comunità ebraica.
Ghetto ebraico di Roma: un vero tesoro della Capitale
Situato all'interno del Rione XI - Sant'Angelo, il Ghetto ebraico di Roma è uno dei tesori nascosti della Capitale, un piccolo quartiere ricco di testimonianze archeologiche e culturali, oltre che religiose, ma anche di ricercatezze e specialità culinarie che hanno ispirato in maniera significativa la cucina tradizionale romanesca.
Considerato tra i più antichi al mondo – è secondo solo a quello di Venezia (1516) – il Ghetto di Roma nasce nel 1555 su ordine di papa Paolo IV. Le persone al suo interno avevano l’obbligo di risiedervi e di portare sempre con sé un segno distintivo di appartenenza alla comunità ebraica. Inoltre, era loro proibito di commerciare e di possedere beni immobili.
Il Ghetto è anche il luogo della persecuzione nazifascista che culminò il 16 ottobre 1943. I nomi dei deportati nei campi di sterminio nazisti sono stati impressi nelle Memorie d’inciampo, un sampietrino ricoperto da una lastra d’ottone su cui è indicato nome e cognome di chi non è mai tornato. Piccole testimonianze per non dimenticare.
Le meraviglie storiche e architettoniche
Mangiare a Il Fantino significa assaporare anche la magia della storia romana e circondarsi delle meraviglie architettoniche più belle al mondo.
Tra i monumenti di maggior interesse dell’area ci sono il Portico d’Ottavia, la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, così chiamata perché ricavata all’interno dell’antico mercato del pesce edificato sui resti del Portico d’Ottavia, la casa di Lorenzo Manilio, la Chiesa di San Gregorio in Divina Pietà, intitolata a Papa Gregorio Magno che garantì la libertà di culto agli ebrei già nel Cinquecento, il Pons Judaeorum, il Ponte dei Quattro Capi, che collega il ghetto ebraico all’Isola Tiberina, la Chiesa di Santa Maria in Campitelli, luogo di preghiera durante la Seconda Guerra Mondiale, e la bellissima Fontana delle Tartarughe, firmata anche da Bernini.
La storia dell’antico mercato del pesce romano
In pochi sanno che via Sant'Angelo in Pescheria è il luogo in cui, in passato, era presente l'antico mercato del pesce. Roma, essendo situata in prossimità del mare e attraversata dal fiume Tevere, è sempre stata una città legata strettamente alla pesca e al commercio ittico.
Il mercato del pesce a Roma era noto come "Macellum piscium" o "Forum piscarium”. Era un luogo vitale per l'approvvigionamento della città, dove pescatori, commercianti e acquirenti si incontravano per fare affari.
Il mercato era un luogo vivace e rumoroso, dove potevi trovare una vasta varietà di pesci e frutti di mare freschi provenienti dal Mar Mediterraneo e dai fiumi circostanti.
Il mercato del pesce a Roma era un luogo importante anche per l'economia della città. I commercianti vendevano i loro prodotti a clienti locali, ma anche a ristoranti, osterie e famiglie benestanti.
Il mercato del pesce a Roma ha continuato ad essere un punto di riferimento per l'approvvigionamento di pesce fresco per molti secoli. Tuttavia, con il passare del tempo e i cambiamenti urbanistici, il mercato ha subito varie trasformazioni e spostamenti.
